La questione è una delle più classiche “dispute da banchina”. La risposta breve è: la distinzione è un’invenzione didattica moderna, utile a fini pedagogici ma priva di un reale fondamento storico-etimologico rigoroso.
In mare, per secoli, i due termini sono stati usati come sinonimi, con sfumature regionali o tecniche legate al tipo di imbarcazione.

1. Le origini dei termini
Per capire se la differenza sia “reale”, dobbiamo guardare da dove vengono queste parole:
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Abbattuta: Deriva dal verbo “abbattere”, inteso come l’azione di poggiare (allontanare la prua dal vento) fino a quando il vento non passa di poppa e le vele “abbattono” sul lato opposto. È un termine di derivazione marinaresca classica.
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Strambata: Deriva probabilmente dal termine “strambo” (storto, anomalo). Storicamente, la strambata indicava spesso un cambio di mura accidentale e violento, tipico delle vele quadre o delle grandi rande auriche, dove il boma (se presente) volava da un lato all’altro con forza distruttiva.
2. L’invenzione della distinzione
La distinzione netta che impari oggi nelle scuole di vela (specialmente in Italia sotto l’influenza della FIV – Federazione Italiana Vela) è nata nella seconda metà del XX secolo.
Secondo questa convenzione moderna:
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L’abbattuta è l’intera manovra controllata (il cambio di rotta).
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La strambata è il momento tecnico e fisico in cui il boma passa da un lato all’altro.
Perché è stata inventata? Per dare ordine all’insegnamento. Dire a un allievo “fai un’abbattuta” significa chiedergli di cambiare rotta; dire “stai attento alla strambata” serve a focalizzare l’attenzione sul movimento del boma.
3. È una distinzione corretta?
Dipende a chi lo chiedi:
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Per un istruttore federale: Sì, è fondamentale per distinguere la tattica (abbattuta) dalla tecnica (strambata).
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Per un vecchio marinaio o un linguista: No. Storicamente sono sinonimi. Nei dizionari marittimi dell’Ottocento, la distinzione che usiamo oggi semplicemente non esiste.
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All’estero: In inglese si usa quasi esclusivamente il termine “Jibe” (o Gybe). Non hanno due parole diverse per distinguere la manovra dal passaggio della vela.
In sintesi
Non è un’invenzione “senza fondamento”, perché ha una finalità pratica: evitare che il boma rompa la testa a qualcuno durante un cambio di mura non controllato. Tuttavia, non ha radici nella marineria velica tradizionale, dove i due termini si mescolavano liberamente a seconda della zona geografica.
Oggi, usare “abbattuta” ti fa sembrare un velista istruito e tecnico; usare sempre “strambata” ti fa sembrare uno che bada al sodo (o un regatante, visto che in regata si dice quasi sempre strambare).
Davide Del Puglia

