Finalmente se ne razionalizza la presenza a bordo
Con l’estate 2026 entrano nel vivo le nuove Dotazioni di Sicurezza; le novità forse più attese sono quelle riguardanti il mezzo collettivo di salvataggio, ovvero la zattera. Chiaramente occorre sempre prestare attenzione alla fascia di distanza dalla costa presso la quale si naviga.
Se navighiamo oltre le 12 miglia corre l’obbligo di zattera oceanica, ma adesso è possibile sostituirla con quella costiera, purché a bordo sia presente uno strumento di geo-localizzazione come l’EPIRB e sempre se si resta all’interno dell’area SAR italiana.
Anche la fascia tra le 6 e le 12 miglia dalla costa è interessata nuove possibilità circa la zattera costiera; adesso, se navighi con un gommone, anche a carena rigida, omologato CE in classe A, B e C, sei esentato dall’avere a bordo la zattera, purché tra le dotazioni hai il kit di sopravvivenza previsto per il mezzo collettivo di salvataggio, composto da:
- soffietto di gonfiaggio
- coltello a lama fissa con impugnatura galleggiante
- torcia elettrica
- sassola
- kit riparazione
- coppia di pagaie
- due spugne
- fischietto
- razioni da 250 c.c. di acqua potatile per persona.

Inoltre, se ci si avvale di questa facoltà, allora devi tenere a bordo un estintore in più rispetto al numero minimo previsto.
Sulle unità non pneumatiche, ovvero sulle barche che non siano gommoni, all’interno della fascia compresa tra le 6 e le 12 miglia, puoi comunque sostituire la zattera costiera con un tender, purché questo sia omologato CE, che possa trasportare un numero adeguato di persone, sia tenuto ben gonfio, pronto e dotato di sistema di risalita (una scaletta) oltre che del kit di sopravvivenza previsto per il mezzo collettivo di salvataggio.
Sembra che la strada sia quella giusta; a mia opinione con questa riforma ci si distacca dalle dotazioni prive di praticità e si presta attenzione alle concrete necessità di sicurezza della navigazione; considerando la reale inaffondabilità dei gommoni omologati CE, ritengo che per la fascia tra le 6 e le 12 miglia dalla costa, la garanzia di esser comunque recuperati in tempi rapidi sia ragionevolmente certa. Uno snellimento in questo senso era ormai dovuto; l’utilizzo di strumenti di localizzazione legati al SAR, almeno all’interno delle acque di competenza italiana, rendono estremamente probabile l’intervento veloce dei soccorsi, tanto da giustificare l’adozione della semplificazione anche per la navigazione oltre le 12 miglia.

Chiaramente l’indirizzo attuale deve esser interpretato dai diportisti nel senso corretto di razionalizzare le dotazioni, non certamente nel sentirsi esentati da prestare estrema attenzione a cosa si porta con se in navigazione. I soldi che spendiamo nella sicurezza per la nostra barca e per il suo equipaggio, ci auguriamo sempre che siano alla fine soldi buttati, ma nel momento in cui invece dovessimo averne bisogno, quelli saranno stati i soldi meglio spesi in tutta la nostra vita.
Un consiglio che a prescindere mi sento di dare è quello di tenere sempre pronta una grab bag, all’interno della quale inserire le copie dei documenti di bordo, un vhf portatile con eventuali batterie di ricambio, fischietto, crema solare, bandane (da usare a modo di copricapo), farmaci per voi consueti, se ad esempio prendete la pillola per la pressione, meglio averne qualcuna nella sacca, oltre ad ogni altra cosa riteniate possa tornarvi utile in caso di permanenza sulla zattera.
Ricorda che non è un caso se sui castelli delle navi è scritto gigantesco “SAFETY FIRST”!
