A bordo il coltello non è un’arma.
È uno strumento di lavoro.

Serve per tagliare una cima sotto carico, liberare una drizza, aprire un nodo che non vuole saperne di sciogliersi, o semplicemente preparare qualcosa da mangiare in rada.

Per questo motivo su quasi tutte le barche – a vela o a motore – c’è sempre almeno un coltello a bordo.

Negli ultimi mesi però il tema è tornato di attualità perché il nuovo decreto sicurezza del 2026 ha introdotto una serie di modifiche che riguardano proprio il porto di coltelli e strumenti da taglio. Vediamo quindi cosa cambia davvero per chi va per mare e come comportarsi per restare pienamente nella legalità.

Il quadro legale: coltelli e “armi improprie”

In Italia la normativa di riferimento resta l’articolo 4 della Legge 110/1975, che disciplina il porto di oggetti atti ad offendere.

La legge distingue due categorie fondamentali:

1️⃣ Armi proprie

Sono oggetti nati per offendere:

  • pugnali
  • baionette
  • coltelli a doppio filo
  • coltelli a scatto o a farfalla

Il porto di queste armi è vietato sempre, senza possibilità di giustificazione.

Non importa se sei a terra o su una barca: portarli con sé è illegale.

2️⃣ Strumenti da taglio (armi improprie)

Sono tutti i coltelli utilizzati come attrezzi:

  • coltelli da cucina
  • coltellini multiuso
  • coltelli da marinaio
  • coltelli da lavoro

Questi possono essere portati solo con “giustificato motivo”.

Ed è proprio qui che entra in gioco la situazione della navigazione.

Cosa cambia con il nuovo Decreto Sicurezza

Il decreto sicurezza approvato nel 2026 introduce alcune novità importanti, soprattutto sul porto dei coltelli fuori dall’abitazione.

Le modifiche principali riguardano tre aspetti:

1️⃣ Maggiore attenzione alle dimensioni della lama

Il decreto introduce nuove soglie tecniche:

  • coltelli pieghevoli con lama ≥ 5 cm e sistema di blocco possono rientrare tra quelli vietati se portati senza motivo valido
  • coltelli con lama oltre gli 8 cm possono comportare sanzioni penali se portati senza giustificazione.

La pena prevista può arrivare fino a 3 anni di reclusione nei casi più gravi.

2️⃣ Stretta su coltelli “da strada”

Il decreto mira soprattutto a colpire i coltelli:

  • a scatto
  • a farfalla
  • apribili con una mano
  • facilmente occultabili

Molti di questi strumenti sono stati inseriti tra quelli con divieto di porto assoluto.

3️⃣ Divieto di vendita ai minori

Il decreto introduce anche il divieto di vendita ai minorenni per qualsiasi strumento da punta o da taglio.

Il coltello a bordo di una barca è legale?

Sì.

Su una barca il coltello è considerato uno strumento tecnico di sicurezza e di lavoro.

Tagliare una cima sotto carico o liberare una persona da una cima in tensione può essere una manovra salvavita.

Per questo motivo il giustificato motivo è evidente:

  • attività nautica
  • sicurezza dell’equipaggio
  • gestione delle manovre

In altre parole:
il coltello a bordo è perfettamente legittimo.

Posso scendere dalla barca con il coltello?

Qui bisogna fare attenzione.

Il problema non è il possesso, ma il porto fuori dal contesto di utilizzo.

Se scendi dalla barca e vai:

  • al bar del porto
  • al ristorante
  • in città

con un coltello in tasca, potresti non avere più un giustificato motivo.

Ed è qui che nasce il rischio.

Quale coltello è più “sicuro” per chi naviga

Per restare tranquilli dal punto di vista legale conviene scegliere coltelli con caratteristiche molto chiare.

Consigli pratici

Meglio usare:

  • coltelli da marinaio
  • coltellini multiuso
  • coltelli con lama semplice
  • coltelli non a doppio filo

Meglio evitare:

  • coltelli a scatto
  • coltelli a farfalla
  • pugnali
  • coltelli tattici o militari

Un buon coltello da barca dovrebbe avere

Dal punto di vista nautico, il coltello ideale ha:

  • lama seghettata per le cime
  • punta arrotondata
  • tagliasagole
  • grillo o marlin spike

Sono caratteristiche tipiche dei coltelli da marinaio, che difficilmente vengono interpretati come strumenti offensivi.

Tre regole d’oro per restare nella legge

Dopo anni di mare ho capito che bastano tre semplici regole.

1️⃣ Il coltello resta sulla barca

Se scendi a terra, lascialo a bordo.

2️⃣ Usalo come attrezzo

Un coltello nautico deve avere un aspetto chiaramente tecnico.

3️⃣ Evita coltelli “tattici”

Quelli nati per uso militare o difensivo attirano automaticamente attenzione.

Il coltello non è un’arma (se usato da marinaio)

Chi va per mare lo sa bene:
un coltello è spesso uno degli strumenti più importanti a bordo.

Serve per lavorare meglio, ma soprattutto per gestire situazioni di emergenza.

Il nuovo decreto sicurezza non vieta il coltello da marinaio, ma richiede semplicemente più attenzione sul porto fuori dal contesto di utilizzo.

La regola è semplice:

A bordo è uno strumento.
In tasca in città può diventare un problema.

E come spesso accade in mare, basta buon senso e un po’ di prudenza.

 

Davide Del Puglia

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